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IL SENSO DI AUTOEFFICACIA NELL'OPERATORE

Aggiornamento: 2 apr


L’autoefficacia percepita corrisponde alla consapevolezza di essere capace di dominare specifiche attività, situazioni o aspetti del proprio funzionamento psicologico o sociale. In altre parole, è la percezione che abbiamo di noi stessi di sapere di essere in grado di fare, sentire, esprimere, essere o divenire qualcosa.

Da queste convinzioni e credenze su se stessi derivano valutazioni che portano alla formazione di mete o di obiettivi. Gli scopi che desideriamo raggiungere derivano, dunque, dal sapere esattamente cosa siamo in grado di fare e con quali mezzi.


Ciascuna credenza e le sue conseguenze sono sensibili a variazioni di situazione, di contesto e nel compito; queste credenze guidano ed organizzano la performance e l’insieme delle azioni di ciascuna persona, queste ultime a loro volta avranno conseguenze positive o negative a livello fisico, sociale e di autostima. Ogni valutazione successiva alla performance modificherà le credenze di autoefficacia della persona. L’autoefficacia è anche una parte costituente il concetto di autostima, rivolta a una serie di convinzioni che il soggetto ha di se stesso.

Nell’operatore che lavora all’interno dei contesti oncologici, il senso di autoefficacia può essere messo a rischio facendo sperimentare un vero e proprio senso di inefficacia, andando ad incidere negativamente sulla qualità del proprio lavoro e sull’autostima personale.

È quindi importante sapersi prendere cura di se stessi, cercando la collaborazione e la cooperazione sul posto di lavoro, cercando di condividere con i propri colleghi le fatiche e le difficoltà affrontate nella cura della malattia oncologica.


Nelle sezioni "Strategie per il benessere" e "Mindfulness & Tecniche di rilassamento" puoi trovare degli strumenti che possono aiutarti ad affrontare la stanchezza e la fatica del ruolo che ricopri.


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