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INSONNIA

Aggiornamento: 28 mar


Il Disturbo di Insonnia consiste in una condizione di insoddisfazione relativa alla quantità o alla qualità del sonno. E’ caratterizzata da:

  • Difficoltà nell’iniziare il sonno

  • Difficoltà nel mantenere il sonno

L’insonnia è un disturbo soggettivo in quanto si riferisce al senso soggettivo di difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno, o di cattiva qualità del sonno.

Nello specifico l’insonnia può essere caratterizzata da:

  • Difficoltà di addormentamento (insonnia iniziale/precoce);

  • Frequenti e prolungati risvegli notturni (insonnia di mantenimento);

  • Risveglio precoce al mattino (insonnia tardiva);

  • Da una combinazione di queste difficoltà (insonnia mista o generalizzata).

Per poter considerare una persona realmente affetta da un grado significativo di insonnia, i criteri minimi sono:

  • Quantità di tempo per l’addormentamento e di risveglio notturno uguale o superiore a 30 minuti;

  • Frequenza uguale o maggiore a 3 notti a settimana;

  • Durata uguale o maggiore a 6 mesi.

Nonostante l’insonnia sia definita un disturbo del sonno, ha ripercussioni che si estendono anche oltre il periodo di sonno, interessando significativamente il periodo di veglia. Infatti, le persone che soffrono di disturbi del sonno, lamentano sonnolenza diurna e un peggioramento delle loro capacità quotidiane.

L’aiuto di un professionista può essere la strada per prendersi cura di questo aspetto, che può diventare invalidante e persistente nei caregiver di pazienti oncologici, oberati della responsabilità e dell’aiuto che forniscono giornalmente al malato. L’intervento di un professionista comprende:

  1. Educazione e igiene del sonno: in questa fase si spiegano i fattori eziologici e i fattori di mantenimento dell’insonnia. Sono inoltre fornite al paziente informazioni di base riguardo la fisiologia del sonno (stadi del sonno, orologio interno ed esterno, differenze individuali) e regole di igiene del sonno per migliorarne la qualità (per es. evitare bevande sia alcoliche sia caffeinate e fumo nelle due ore prima di coricarsi).

  2. Restrizione del sonno: si tratta di una tecnica che mira a far coincidere il tempo trascorso a letto dal paziente con il tempo effettivamente passato dormendo.

  3. Controllo dello stimolo: ha l’obiettivo di estinguere l’associazione del letto e della camera da letto con attività incompatibili con il sonno (per es. guardare la tv o pianificare la giornata lavorativa dell’indomani).

  4. Ristrutturazione cognitiva: procedura per modificare le convinzioni e le aspettative disfunzionali sul sonno.

  5. Tecniche di rilassamento e distrazione immaginativa.

Ricordando l’importanza di richiedere il supporto di un professionista, nelle sezioni "Strategie per il benessere" e "Mindfulness & Tecniche di rilassamento" puoi trovare degli audio di tecniche di rilassamento e di immaginazione che possono aiutare ad introdurre l’addormentamento.


Bibliografia:

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